Addiopizzo, tre nuovi strumenti per combattere il racket mafioso a Palermo

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Altri tre strumenti per fare in modo che possano permettere al consumo anti-mafia di far sentire ancora una volta la propria voce.

L’iniziativa di Addiopizzo è una di quelle da sbandierare ai quattro venti e da prendere come esempio, con l’intento di semplificare ulteriormente il consumo critico antiracket “Pago chi non paga”.

Domani mattina, presso Villa Niscemi a Palermo, verranno infatti svelate tre novità connesse alla tecnologia, ma anche alla lotta contro il pizzo: si tratta di due applicazioni che verranno proposte per smartphone e tablet ed una mappa turistica riguardante la città palermitana.

La prima app di Addiopizzo consentirà di effettuare la ricerca, mediante la geolocalizzazione, di tutti quei negozianti iscritti ad Addiopizzo, con dei filtri previsti in base alla categoria d’appartenenza oppure tramite distinzione per quartiere.

Si tratta di una sorta di guida mobile al consumo critico antiracket, che va a sostenere la copia cartacea che l’associazione Addiopizzo propone già periodicamente in via del tutto gratuita.

Grazie all’app Addiopizzo gli utenti avranno la possibilità pure di tenere d’occhio il progetto che riguarda l’investimento collettivo, in riferimento ai progetti di piazza Magione e quello del Parco della Favorita.

L’altra app è stata progettata da Addiopizzo Travel, grazie allo sviluppo gratuito di Tun Design, e consente di ricercare e prenotare diverse escursioni che vengono messe a disposizione dei turisti da parte del tour operatore legato ovviamente all’associazione di Addiopizzo.

Infine, la mappa di Palermo presenta due versioni: la prima italiano/inglese e la seconda italiano/tedesco e consente proprio di scoprire la città passando da tutti i luoghi di maggior interesse storico e dalle imprese pizzofree.

Ormai sono trascorsi nove anni dal momento in cui è stata lanciata la lodevole campagna antiracket denominata “Pago chi non paga” e, ad oggi, il numero di negozianti ed esercenti che ha voltato le spalle al racket mafioso è arrivato quasi a toccare quota mille.

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