Amazon Flex, ecco come il cittadino diventa fattorino

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La notizia stava passando sulla bocca di tutti gli esperti già da diverse settimane, ma finalmente adesso è diventata ufficiale.

Amazon tenta la scalata nel settore delle gig economy, lanciando un nuovo servizio che ovviamente non sarà esente da critiche e discussioni. Questo nuovo servizio prende il nome di Amazon Flex ed è stato già reso attivo all’interno della città di Seattle, ma l’intenzione sarebbe quella di diffonderlo molto velocemente in tanti altri paesi, quantomeno rendendolo disponibile per i clienti già affiliati al servizio Prime Now, ovvero quella particolare opzione che permette di ricevere la consegna in un’ora al prezzo di 8 dollari.

Il funzionamento di Amazon Flex è interamente legato al lavoro on-demand: in poche parole, mediante un’applicazione da scaricare sul proprio smartphone, ciascun cittadino può assumere le vesti di fattorino vero e proprio, dato che è sufficiente semplicemente iscriversi a tale servizio.

L’app di Amazon Flex va a individuare gli iscritti grazie alla geolocalizzazione e mostrerà tutte i vari pacchi che si dovranno consegnare.

Quindi, il lavoro consiste proprio nel recarsi presso i magazzini che si trovano sul territorio e poi andare a consegnare i pacchi ai diversi clienti: l’obiettivo sarebbe quello di portare a termine tale compito in un’ora, rispettando le tempistiche di Prime Now.

Secondo le ultime voci, Amazon dovrebbe garantire circa 20 dollari l’ora a chi effettua tale lavoro.

Ovviamente, questa novità andrebbe duramente a scontrarsi con il servizio offerto dai corrieri professionisti, che si sentirebbero quasi derubati del proprio lavoro, ma al tempo stesso pure gli stessi cittadini che svolgerebbero tale compito potrebbero in breve tempo protestare per l’assenza di diritti.

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