Anche Napoli “attacca” La Legge Regionale, gli operatori verranno ascoltati

Non si può sperare che la Regione Liguria faccia da “spartiacque” per la coscienza di altre Regioni consorelle, ma che movimenti il “settore regionale” questo si può pensare. Non si sa neppure se l’Assessore del Lavoro del Comune di Napoli abbia preso in considerazione le richieste dei lavoratori delle sale da gioco e del miglior casino a seguito della presa di posizione del Governatore della Liguria: quello che conta è che queste richieste abbiano avuto voce e stiano per essere considerate prima che la situazione occupazionale nella zona di quella meravigliosa città, ed in tutta la Campania, degeneri e si concretizzi in qualcosa… da cui non si può più tornare indietro.
L’importante è che in una città come Napoli si ritorni a parlare di gioco, considerato che questo argomento sta diventando “caldo” in tutta la Penisola. In ogni caso, la manifestazione che circa duecento lavoratori delle sale da gioco hanno organizzato sotto le finestre del Comune ha fatto sì che l’Assessore del Lavoro abbia concordato con loro un incontro per i primi di maggio e che lo abbiano fatto riflettere sull’emergenza occupazionale che in questi mesi ha colpito il mondo del gioco, e circa 350 esercizi nella città partenopea, con una percentuale che tocca quasi il 50% delle attività. Questa situazione è, indubbiamente, la conseguenza della normativa relativa al settore varata nell’agosto dello scorso 2016.
Attualmente, a Napoli, gli esercizi di gioco devono seguire questi orari: dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 23, compresi i festivi ed il funzionamento degli apparecchi da intrattenimento collocati nei bar e negli altri esercizi devono essere in funzione dalle 9 alle 12 e dalle 18 alle 20, festivi compresi. Poi è facoltà del Sindaco, in caso di comprovato disturbo della quiete pubblica, oppure di eccessivo rumore delle apparecchiature di gioco, disporre anche per ogni singola attività, ulteriori cambiamenti sull’orario di apertura. Anche nella città di Napoli, naturalmente, vige la presenza dei distanziometri: divieto di installazione di apparecchi da intrattenimento entro 500 metri di distanza dai luoghi sensibili e nel centro storico.
Naturalmente, questi orari -oltremodo limitati- hanno procurato tante chiusure di aziendine o di casino aams nuovi che non riescono a “mantenersi” ed hanno provocato il licenziamento di tante risorse che ora si trovano “a spasso” in un momento dove è assolutamente una chimera trovare un lavoro: lavoro che, invece, il mondo del gioco d’azzardo era riuscito a procurare. Ma, evidentemente, questo particolare argomento non è tenuto in considerazione dalle varie Amministrazioni Comunali, come dal Governo, e le conseguenze della normativa vigente relativa al settore stanno emergendo “forti e chiare”. Per questo l’assessore al lavoro ha ritenuto di ascoltare le richieste degli operatori di settore mettendo “in discussione” la Legge Regionale, cercando di trovare una soluzione condivisa, e sopratutto sostenibile.
Non sarà una presa di posizione “imponente e particolare” come quella intrapresa dal Governatore della Liguria, ma il percorso della città di Napoli potrebbe anche essere un primo passo verso l’ascolto obbiettivo delle “esigenze” del settore, degli addetti ai lavori, degli esercenti. L’emergenza occupazionale deve essere un argomento da trattare veramente “con le pinze” in tutta la Penisola, ma sopratutto in zone particolari dove l’assenza di lavoro potrebbe anche provocare un riversamento di soggetti verso un mercato illecito… e questo uno Stato che rispetti i propri cittadini ed il loro benessere proprio non può permetterselo!

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