Apple e Google pagano le tasse?

L'ingresso della sede irlandese di Apple.

L’ingresso della sede irlandese di Apple, a Cork

Una elusione di imposte per 74 miliardi di dollari. E’ questa l’accusa che il Senato Usa, con un report disponibile in PDF via New York Times, muove nei confronti della società di Coupertino. Nel contempo, i parlamentari britannici verificano la posizione di Google e Amazon. Quest’ultima, avrebbe versato solo 3.6 milioni di euro al fisco, a fronte di un volume di vendita di ben 4.7 miliardi di euro.

[pullquote]Tim Cook dichiara che Apple paga ogni singola tassa dovuta, senza alcuna elusione. Crea posti di lavoro e sostiene il Paese. Piuttosto, è importante riformare il codice tributario americano: la strategia fiscale della mela riflette i difetti di un sistema fiscale da modificare.[/pullquote]Il problema è, ovviamente, quello dei diversi regimi fiscali. Le multinazionali non sono vincolate alla rigida tassazione della singola nazione: Amazon sceglie la linea morbida della tassazione del Lussemburgo, ove ha scelto di posizionare la sede centrale delle divisioni europee, Google e Apple si appoggiano al regime di tassazione dell’Irlanda, ove hanno scelto di posizionare la sede europea dei rispettivi quartier generali.

L’accusa che il Senato Usa muove nei confronti di Apple e di aver volutamente creato due società in Irlanda  al fine di dirottare in quel Paese gran parte dei loro proventi; l’Irlanda, secondo l’accusa, avrebbe concesso un’aliquota privilegiata del 2% contro la normale tassazione del 12.5%, ottenendo un enorme beneficio. L’agevolazione  sarebbe stata concessa solo perché la sede centrale è Americana, quindi la società viene controllata e gestita dagli States. Peccato, però che i proventi non siano stati tassati neanche negli Stati Uniti, in quanto generati al di fuori del  territorio nazionale e mai rimpatriati.

Apple assicura di aver sempre regolarmente pagato ogni imposta richiesta secondo la normativa vigente. Chiede invece una riforma del sistema fiscale, che consenta il rimpatrio dei capitali con aliquote inferiori a quella prevista del 35%.

Cosa succederà ora? Il caso di Apple è solo uno dei tanti che, in questi ultimi anni, hanno visto il Congresso Usa contro giganti del web come Microsoft o Hewlett-Packard. La prossima settimana, Tim Cook sarà chiamato a testimoniare in un’audizione al Senato.

Add Comment