Google annuncia Android Wear, l’OS per device indossabili

Google ha presentato Android Wear, l'OS per device indossabili

Dopo aver conquistato il settore smartphone e quello tablet adesso Google ha intenzione di fare altrettanto con i dispositivi indossabili.

Nel corso degli ultimi giorni il colosso delle ricerche in rete ha infatti pubblicato un apposito post sul suo blog ufficiale con cui ha comunicato l’arrivo di una grande, anzi grandissima novità: Android Wear.

Molti di noi sono quasi sempre con lo smartphone in mano. Questi potenti supercomputer ci tengono connessi con il mondo e con le persone che amiamo. Siamo solo all’inizio: abbiamo appena cominciato a graffiare la superficie di ciò che è possibile realizzare con le tecnologie mobile. Per questo siamo entusiasti a proposito degli indossabili: possono interpretare il contesto in cui ci si trova e consentono di interagire in modi semplici ed efficienti, con un solo sguardo o parlando.

Si tratta di un sistema operativo specifico per device indossabili il cui vero cuore pulsante sarà rappresentato dalle applicazioni. Il lancio dei primi prodotti basati su tale nuova tecnologia è atteso entro l’anno.

Le potenzialità della piattaforma possono essere riassunte in quattro punti fondamentali, quali:

  • Android Wear mostrerà informazioni e suggerimenti su ciò che interessa all’utente e al momento più giusto.
  • Basterà pronunciare “Ok Google” per porre una domanda e per compiere azioni.
  • La piattaforma soddisferà anche i più esigenti amanti del fitness.
  • Android Wear permetterà di accedere e controllare gli altri dispositivi.

Il primo step è rivolto agli sviluppatori che grazie alla Developer Preview possono sin da subito mettersi al lavoro per adattare le proprie applicazioni ai display degli smartwatch. Tra non molto saranno poi rilasciate le API studiate per sfruttare al meglio tutti i servizi di Google.

Big G ha inoltre comunicato di essere già al lavoro con realtà come ASUS, HTC, LG, Motorola e Samsung, oltre che con Broadcom, Imagination, Intel, MediaTek e Qualcomm per accelerare i tempi per la commercializzazione dei device.

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