Google Chrome scarica segretamente sul PC un programma che può ascoltare le tue conversazioni

Google-Chrome-702x336Secondo Rickard Falkvinge, fondatore del Partito Pirata – un partito che riunisce numerosi movimenti politici che hanno come obiettivi primari il rafforzamento dei diritti civili, una maggiore protezione dei dati personali e una maggiore trasparenza – Google sta segretamente scaricando degli audio listeners su ogni computer che utilizza Chrome. Il software sarebbe in grado di inviare l’audio reegistrato a Google, il che significa che quando un computer sta utilizzando Chrome, Google può segretamente ascoltare tutte le conversazioni nella stanza senza alcuna autorizzazione.

Sempre secondo Falkvinge, la prima prova che Google potrebbe aver scaricato il software audio per ascoltare segretamente le conversazioni private degli utilizzatori, arriva da un bug report nel quale si afferma che quando qualcuno avvia Chrome, questo scarica qualcosa, seguito da un status report che dice “Microfono: Sì” e “Cattura Audio Autorizzata: Sì”.

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Anche Chromium accusato di spiare gli utilizzatori

Falkvinge rincara la dose accusando Google di star scaricando senza permesso una “scatola nera” di codice nei computer degli utilizzatori Chrome tramite il browser open-source Chromium. Il codice attiva il microfono permettendogli di spiare le conversazioni nella camera. Il comando vocale è esaminato dai server di Google e non dal computer: questo significa che Google Chrome fa in modo che il computer ascolti costantemente nella stanza e trasmetta i dati audio ai server Google senza il permesso o la conoscenza dell’user.

La registrazione segreta partirebbe al pronunciare il comando “Ok, Google”

Google ha silenziosamente introdotto un interruttore che permette di interrompere la registrazione, ma dato che il codice viene scaricato in maniera segreta senza che gli utilizzatori ne siano a conoscenza, molti di loro non sanno neanche di avere sul pc un modulo che ascolta in segreto le loro conversazioni. Alcuni hanno minimizzato la questione, sostenendo che il software ascolti solo quando si pronunci “Ok, Google”, ma Falkvinge ha fatto notare che questo non spiega come il programma faccia ada scoltare quando viene pronunciato “Ok, Google”, prima, cioè, che apparentemente cominci a registrare i dati audio nella stanza. Qualcun altro, invece, ha affermato che controllando il traffico dati in uscita sia certo che l’audio listener non invia alcun dato a Google fino a quando non lo si attiva utilizzando il comando vocale.

Come fare, quindi, per impedire che Google, o altri, ascoltino le nostre conversazioni a nostra insaputa?

Per Falkvinge sono necessari degli interruttori fisici su apparecchi come microfoni e webcam, in aggiunta a quegli interruttori che richiedono l’accesso al software per la disabilitazione.

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