Google sa troppo di noi, la cronologia, le notizie personali, gli spostamenti

Google sa tutto di noi? Ad oggi, il predominio dell’azienda di Mountain View, e le innumerevoli applicazioni che gestisce, le consentono di immagazzinare una dose incredibile di dati personali, per i  quali, ovviamente, l’utente ha prestato consenso per la propria condivisione.

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Le informazioni contenute, però, possono riassumere gran parte della vita online di qualsiasi individuo e, ad oggi, gran parte delle attività lavorative o extralavorative di ogni singolo utente.

Ricostruiamo cosa Google può sapere di noi

Iniziamo dalla creazione di un account Google: è ovviamente possibile utilizzare internet anche senza un account legato a Mountain View. Possiamo utilizzare il motore di ricerca Google senza alcun login, ovvero far uso di Bing, Yahoo o altri motori. Tutti i motori, tranne qualche rara eccezione, come DuckDuckGo, memorizzano le informazioni degli utilizzatori, creano cookie di tracciamento e sono pronti ad utilizzare le info registrate per proporre pubblicità mirate. E’ in effetti proprio il lavoro che esegue Google con AdWords e AdSense. Le ricerche effettuate da loggati, oltre che ad alimentare i cookies, rendono più precisa la ricerca, affinata e resa più pertinente dal confronto con le abitudini e le ricerche precedenti.

Android ha reso Google ancora più popolare: lo store principale sul quale scaricare le app, il Play Store, è ovviamente made in Google. E ogni dispositivo Android nuovo, dopo la prima accensione, richiede comunque la creazione di un account, che è tra l’altro legato alla gestione di un account Gmail, il popolare client di posta elettronica. Se si utilizza abitualmente Gmail, si utilizza un sistema di automatizzazione della gestione delle email ricevute, classificate in newsletter, spam, consegna pacchi, pagamenti o altro.

Altro tassello estremamente importante è quello della geolocalizzazione: gli smartphone, che portiamo sempre con noi, hanno reso possibile un potenziamento delle attività di geolocalizzazione. Con Locator History, Google è in grado di rilevare dove siamo in qualsiasi momento della giornata.

Tali info sono disponibili anche su Google Now, utilizzate per creare un pannello di accesso rapido ai propri interessi. Su Google Now, in relazione ai contenuti ricercati e a Gmail, compariranno i risultati e le informazioni della propria squadra di calcio del cuore, i giorni di consegna che mancano prima di ricevere un pacco Amazon, gli orari ed i tempi di attesa dell’autobus, o le condizioni del traffico.

E per il futuro? La domotica, anche in tema di privacy o di sicurezza, potrebbe proporre numerosi interrogativi. Ad esempio: se si diffondessero rapidamente i frigoriferi Android, Google potrebbe sapere se stiamo seguendo una dieta o fornire consigli su cosa mangiare, magari proponendo messaggi pubblicitari estremamente targettizzati. Se si è a casa poche ore al giorno, o si vive molto tempo della giornata nella propria abitazione, si otterrebbero dei dati da poter sfruttare sia per il proprio confort personale, che per finalità commerciali.

I link di riferimento per poter sapere cosa Google conosce di noi, dei nostri dati personali, partono da Myactivity.google.com, sulla quale  Google visualizza molte delle attività rilevanti del proprio account: la cronologia di tutti i dispositivi connessi, visualizzavile peraltro anche da Google Chrome. le app Android utilizzate, suddivise per data o per attività. Sempre da questa pagina, potrai collegarti a:

  •  Timeline dei luoghi visitati, in particolare, con Locator History potrai effettuare le ricerche per data, così da poter ricordare ove eri in un determinato momento, quali applicazioni stavi utilizzando, quali ricerche di Google miravano i tuoi interessi in quel frangente.
  • Sound Search di Google Play, strumento molto simile al più popolare Shazam che consente di conoscere titolo ed autore di una canzone semplicemente “facendo ascoltare” la stessa al sensore audio del pc o del dispositivo;
  • i “Non mi interessa” di Youtube, che serve a rimuovere i video non desiderati dalla propria home di Youtube, classificando gli interessi dell’utente; sempre relativamente a Youtube, sono visualizzabili la cronologia delle visualizzazioni e la cronologia delle ricerche;
  • la pagina sulle impostazioni di sicurezza e privacy, che va periodicamente rivista e ricontrollata, per la tutela della propria sicurezza;
  • le informazioni personali caricate su Google Plus, social network che Google non ha mai abbandonato nonostante non sia in grado, almeno per il momento, di competere con altri social più popolari, come Facebook o Instagram;
  • Le ricerche vocali, effettuate senza l’ausilio della tastiera e molto frequenti su smartphone.

Dunque, avete ora un’idea di cosa c’è dietro, e che molti trascurano. Un browser loggato con un account Google, e lasciato senza protezioni, può diventare un’arma davvero pericolosa. Se volete valutate con molta attenzione la possibilità di disattivare o cancellare cronologie o impostazioni. Anche se Google… continuerà a studiarvi, potete scommetterci.

 

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