Il cookie è morto. Condoglianze!

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Il Cookie è morto. Gloria al Cookie! Questo piccolo aspetto della nostra navigazione c’ha abbandonato da qualche tempo, e adesso sta diventando definitiva come cosa. Come mai? Come ben sapete i Cookies ci permettono di memorizzare alcuni accessi ai siti web che visitiamo, compresa anche la memorizzazione della nostra sessione così da tornare più tardi ed essere ancora riconosciuti dal sito. In altri casi, i Cookies sono anche usati per capire che servizi visitiamo così da ritrovarci spedita una pubblicità mirata giusto su quei prodotti (ad esempio, se visitiamo un sito di scarpe, ci troveremo ovunque banner grafici riguardanti scarpe!); questi Cookies sono spesso chiamati traccianti. Ma perché il cookie è morto?

Dai cookies alla rivoluzione epocale. Quanto siamo spiati?

In che modo il web sta cambiando e perché? Il primo caso impellente sono gli smarpthone ed i tablet. Non fanno un utilizzo di Cookies particolare e così le compagnie pubblicitarie non possono mirarci come vogliono. Il secondo caso è naturalmente la maggioranza di programmi automatici che mascherano gli utenti e tutelano la loro privacy, non facendoli vedere dal sistema pubblicitario. Così, ognuno ha trovato soluzioni ad hoc, aiutato dall’innovazione tecnologica.

Facebook ad esempio ha intuito che può usare i dati di ben 1 bilione di utenti per offrire “bocconcini” appetitosi alle campagne pubblicitarie, proprio quello che vogliono e per il quale sono disposti a pagare. Nei loro server sono stipati le vite di migliaia e migliaia di persone che parlano delle cose che odiano, che amano, che hanno visto ed indossato! Quale miglior fornitore di dati se non quel social network? Da qualche tempo è stato rivelato che utilizzerà Atlas, un sistema pubblicitario che ricorrerà ai dati pubblici degli utenti per veicolare le pubblicità adatte ai loro gusti. E questo lega anche Instagram e WhatsApp.

Google non s’è nemmeno impegnata perché ha già messo a posto i suoi sistemi da un po’ grazie alla chiave unica. Come già molti sanno è possibile accedere ad una marea di servizi con un solo account e questo significa naturalmente un’incredibile quantità di dati che la multinazionale può fare uso per le sue pubblicità. Nessun cookie necessario!

Apple come sempre decide di prendere le proprie strade. Utilizza infatti il sistema IDFA, che sembra essere in assoluto il più sicuro: crea una chiave unica per ogni utente che ha comprato un prodotto Apple e lo ha regolarmente registrato, legando così iTunes ed altri servizi ad esso. Attraverso quella chiave si possono poi assegnare le pubblicità dedicate.

E’ la nostra privacy in pericolo? Nonostante tutto questo è l’avanzamento della tecnologia e forse d’altro canto è anche meglio così, considerando che man mano che i sistemi pubblicitari diventano più sicuri minori saranno le pubblicità truffaldine e, chiaramente, quelle che portano virus ed altre infezioni!

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