Il lato oscuro di Facebook nel mirino: denunce, pestaggi, ricatti. Come difendersi

Silvia Chizio, alcune immagini tratte dal suo account Facebook

Silvia Chizio, alcune immagini tratte dal suo account Facebook

I più recenti fatti di cronaca mostrano evidenti casi in cui l’utilizzo improprio del Social Network, nel nostro caso Facebook, consentono attività del tutto illecite, generalmente al fine di creare danno ad altri utenti o di ottenere premi in denaro. Le possibilità sono molteplici e, spesso, non del tutto illegali. A volte, anche inconsciamente, può essere utilizzato per influenzare idee ed opinioni,

[pullquote]Mi ha picchiato e violentato[/pullquote]E’ il caso, ad esempio, dell’ex moglie di Massimo Di Cataldo e del caso di Silvia Chizio, finalista di Miss Italia 2007. In entrambe le situazioni, Facebook è stato utilizzato per colpevolizzare l’ex compagno di violenze, senza però dare la possibilità di replica. Una gigantesca “gogna mediatica” nel caso Di Cataldo, più un semplice sfogo per la Chizio. Ma l’errore, alla fine, è proprio quello di non dare diritto di replica affrontando il problema in una sede inappropriata, come la bacheca di un social network. Anche se si dimostra di aver ragione, come minimo si rischia una denuncia per diffamazione e calunnia.

[pullquote]Ho registrato il tuo video sul sesso online, devi mandarmi mille euro o lo giro a tutti i tuoi amici Facebook[/pullquote]Ma casi ben più gravi circolano, da tempo, in rete, e vengono alla luce con impressionante regolarità. Il fatto di Mantova pubblicato ieri è l’ultimo di una lunga serie: una ragazza gentile, sexy e molto disponibile contatta l’ignaro utente su Facebook, convincendolo ad una veloce videochiamata per il sesso online. Al termine, l’utente viene puntualmente ricattato: la ragazza confessa di aver registrato il video e minaccia di pubblicarlo agli amici Facebook del ragazzo se quest’ultimo non invia immediatamente del denaro. In questo caso, la Polizia Postale può fornire un valido aiuto, anche se il primo suggerimento è quello di chiudere immediatamente l’account Facebook eliminando ogni traccia dei propri amici.

Il problema dell’uso improprio di Facebook va affrontato seriamente. Nella giornata di ieri, Twitter ha annunciato misure più restrittive per prevenire abusi e minacce. Su Facebook è possibile segnalare i contenuti, ma bisogna innanzitutto fare attenzione a chi viene incluso nella propria cerchia di amicizie e quale grado di visibilità viene assegnato. Diffidare degli estranei è d’obbligo. Se un affascinante ragazzo/ragazza vi chiede l’amicizia, verificate che la foto sia veritiera ricercandola su Google Immagini. Il nome, cercatelo su Google, verificandone l’esistenza sui risultati sul motore di ricerca. Prestate molta attenzione agli account creati da poco tempo, da coloro che hanno solo amicizie del sesso opposto, da chi non cura i campi disponibili del proprio account. Potrebbe mandarvi foto “particolari”, richiedendovi soldi per poter raggiungervi in Italia. L’insidia è sempre dietro l’angolo.

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