iPad, alcune app killer vengono utilizzate dai ribelli siriani?

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Purtroppo, a volte, la tecnologia viene utilizzata per scopi tutt’altro che nobili. In questo caso si parla di guerra e di un utilizzo quanto mai particolare di alcune applicazioni.

Vengono chiamate killer applications perché, almeno potenzialmente, sono proprio in grado di fare quello che dice il termine: uccidere.

Ad esempio, avete mai immaginato l’iPad appoggiato su un mortaio per calcolare la distanza e poi sparare? Sembra tutto vero. Lo scorso 16 settembre, l’agenzia di stampa  Reuters ha pubblicato un’immagine scattata da Mohamed Abdullah all’interno del villaggio di Jobar, in cui si può notare la presenza di un ribelle dell’esercito Free Syrian Army, che utilizza un iPad prima di dare il via all’attacco.

Da quel momento e grazie a quell’immagine, quindi, si parla già di applicazioni sfruttate dai ribelli siriani per far fronte alla lacuna dal punto di vista militare: in realtà, però, non vi è alcuna certezza, mentre sul web sta cominciando a girare anche un particolare video diffuso dal Daily Mail.

All’interno di quest’ultimo filmato, il reporter di Business Insider, Paul Szoldra, racconta come i ribelli siriani potrebbero davvero sfruttare delle applicazioni per provare a migliorare il proprio arsenale; secondo il parere di un altro esperto, Jeff White del Washington Institute for near est policy, i ribelli siriani, non potendo disporre di avanzate tecnologie di intelligence, punterebbero su ciò che internet offre loro, come ad esempio Google Earth o Wikimapia per controllare il territorio.

Sempre stando alle dichiarazioni di White, i ribelli siriani potrebbero non disporre di radar o altri strumenti all’avanguardia per la regolazione della mira di alcune armi e, quindi, potrebbero impiegare app o tutorial per fare qualche passo in avanti.

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