Phonedock, la rivoluzione nel settore mobile parlerà italiano?

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Sono trascorsi circa 30 anni dal momento in cui una coppia di vivaci ed intelligenti ragazzotti ha dato vita al progetto di Apple, che ha portato una nuova era nel campo della tecnologia e dell’informatica.

E’ proprio per merito di quell’ambizioso progetto poi diventato realtà che oggi in commercio troviamo prodotti come Mac fino al primo smartphone multi-touch.

Pensare che questa incredibile storia possa essere ripetuta è, senza ombra di dubbio, eccessivo, anche in virtù del fatto che Steve Jobs ha dato vita ad un vero e proprio colosso che sta dominando il mercato.

Quindi, emulare un percorso del genere è molto complicato, anche se sembra che, con le dovute proporzioni, che sia una situazione che si possa verificare nel futuro di un ragazzo italiano.

Il giovane si chiama Raffael Pace e passa le sue giornate in Alto Adige con una sola missione: ovvero cambiare radicalmente il mondo dell’informatica e dei computer mediante i tanto diffusi smartphone.

Il progetto, che per il momento si può definire certamente ambizioso, ma non totalmente rivoluzionario, prende il nome di Phonedock: si tratta di un nuovo progetto che mira a sostituire i dispositivi mobili ai computer.

Come può essere possibile?

Pare che gli smartphone, secondo Raffael Pace, abbiano una potenza davvero incredibile e fino ad ora è stata sfruttata solamente una parte di questo grande potenziale.

Phonedock prevede l’inserimento dello smartphone in una docking station che permette di disporre di un pc funzionante e in grado di consentire la visione di film, ma anche di divertirsi con i propri giochi preferiti o navigare sul web. Per utilizzare questa piattaforma c’è anche la possibilità di sfruttare uno schermo esterno, ma si può pure collegare ad un mouse o ad una tastiera, migliorando l’esperienza d’uso degli utenti.

Nel caso in cui lo smartphone non sia sufficientemente potente, allora secondo Raffael Pace basta aumentare l’hardware della docking station. Per il momento, però, siamo sempre nel campo della teoria e a questo giovane mente italiana servono i soldi necessari per realizzare il progetto: date un’occhiata su Indiegogo.

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