Suppershare, provate a mangiare dei menù casalinghi

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In questo caso, quando si parla di host, si fa riferimento a coloro che sono in grado di ospitare, in carne e ossa, visto che mettono a disposizione le loro case e realizzano dei menù che comprendono la colazione, il pranzo, ma anche la cena.

Poi ci sono gli ospiti, ovvero coloro che decidono quale sia la migliore proposta culinaria tra le varie offerte che vengono riportate su un sito e scelgono di mangiare durante il giorno in un luogo totalmente differente rispetto al ristorante piuttosto che qualche altro locale.

L’app che rappresenta questo concetto prende il nome di Suppershare e si caratterizza per essere una piattaforma multimediale che è stata messa in piedi da parte di due ragazzi italiani ed è stata attivata in quel di San Francisco, negli Usa.

L’app Suppershare dovrebbe fare il suo esordio tra i confini nostrani a partire dal prossimo 15 luglio e il progetto ha già scelto la sua base di partenza italiana, ovvero Bologna.

Non è indubbiamente una scelta casuale, dal momento che la start up che ha realizzato l’app ha intenzione di promuovere la cultura e le origini del territorio mediante la condivisione di piatti ed alimenti tipici della città.

Infatti, all’interno della piattaforma Suppershare, ci sarà una sorta di comunità di host: in seguito alla quantificazione del compenso, saranno proprio loro a preparare tutti i vari appuntamenti mangerecci all’interno delle loro abitazioni.

In poche parole, si tratta di una sorta di organizzazione sul modello del bed and breakfast, con l’unica differenza che vengono proposti solamente dei posti per mangiare.

I proventi derivanti dall’organizzazione di tali appuntamenti culinari dovranno essere devoluti, almeno in parte, ad associazioni di volontariato.

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