Tesla Powerwall, cosa sono le nuove batterie casalinghe

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Quasi come se fosse un calorifero di buone dimensioni, ma molto più utile, almeno stando a quanto riferito ai quattro venti da Elon Musk, il patron di Tesla, ma che ha le mani pure su Space X e PayPal.

Secondo quanto raccontato da Musk pare che le nuove batterie denominate Tesla Energy Powerwall possano di fatto rivoluzionare un settore intero come quello della tecnologia casalinga.

Questo agglomerato di batterie, che sfrutta la tecnologia agli ioni di litio, si potrà acquistare sul mercato a stelle e strisce ad un prezzo pari a 3000 dollari per la versione da 7kWh e a 3500 dollari per quella da 10 kWh; non solo, dato che la garanzia è decennale e la potenza continua erogabile è pari a 2 kW di continuo e 3,3 kW come picco.

Come possono queste batterie Powerwall di Tesla rivoluzionare la tradizionale utenza domestica? Ad esempio, in Italia che impatto potrebbero avere?

Prima di tutto è bene evidenziare come non ci troviamo di fronte ad una novità in termini assoluti, visto che diverse batterie di backup che cominciano a funzionare quando la rete elettrica si interrompe esistono già in commercio: la differenza sta nel fatto che questi modelli attualmente presenti sul mercato sono al piombo, con un rapporto tra peso e potenza erogabile che sicuramente perde diversi colpi rispetto alle batterie di Tesla.

Attenzione, però, visto che le Powerwall sono in grado di erogare una potenza pari a 2 kW che, teoricamente, non si possono certo considerare tanti: ad esempio, solo usando due elettrodomestici che consumano molto come lavatrice e phon, il limite viene tranquillamente raggiunto ed oltrepassato: di qui la necessità di acquistare perlomeno due Powerwall, portando la potenza erogabile al doppio (4 kW), ma dovendo considerare anche un esborso altrettanto raddoppiato.

E per ricaricarle?

Anche in questo caso è necessario mettere dei paletti: fondamentale è il possesso di un impianto a celle fotovoltaiche che si estenda anche per una buona superficie (calcolando che in media in Italia servirebbero qualcosa come 25 metri quadrati di celle per un consumo annuo intorno ai 3000 kWh.

Altrimenti si renderebbe necessario utilizzare la corrente elettrica nelle ore in cui costa di meno per ricaricare le batterie Powerwall di Tesla, sfruttando queste ultime, invece, quando l’energia elettrica costa di più.

Anche in questo caso, però, da un punto di vista economico i vantaggi non sono così evidenti, sopratutto per rientrare dalle spese di acquisto ed installazione.

In Italia, inoltre, chi ha la possibilità di produrre elettricità può scegliere di rivendere eventuali surplus immettendoli nella rete elettrica e ottenendo una somma in denaro tramite scambio sul posto o ritiro dedicato.

Quindi, l’idea che sta alla base di queste batterie casalinghe è ovviamente molto interessante, ma prima di parlare di rivoluzione è meglio aspettare.

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