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Ideazione di un gioco col coding: le tappe del processo creativo

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Il mondo del coding è accompagnato da preconcetti legati alla mancanza di creatività e la necessità di seguire binari precostituiti senza margini per poter personalizzare la propria produzione. La verità è che la programmazione può essere divertente e altamente stimolante anche sotto questo profilo. Questo perché i linguaggi usati sono essi stessi un modo per comunicare con il terminale. Una volta che quel determinato codice viene trasmesso, il risultato rappresenta pienamente il nostro operato e la nostra mano, e questo processo può essere quasi magico, sicuramente potente e ovviamente di grande valore. Uno dei modi più immediati per avvicinarsi a questo mondo è quello di acquisire le nozioni necessarie. Esistono enti di formazione il cui tema principale è proprio il coding e che quindi puntano a massimizzare l’esperienza e la conoscenza in questo campo. Aulab è probabilmente il principale ente formativo in Italia oggi, e offre corsi specifici che vanno ad affrontare tutti i punti nodali della sfida della programmazione. Questo ente innovativo impegnato nel settore della formazione e dello sviluppo software, grazie al suo Coding Bootcamp online è in grado di curare la preparazione di  sviluppatori che possono trovare occupazione in tempi brevi all’interno di aziende interessate a questo tipo di professionalità.

 

Una volta acquisita la materia, è il momento di mettere a frutto le proprie conoscenze di coding cimentandosi nella creazione di un gioco e mettendo assieme mattone dopo mattone una storia avvincente da far vivere ai nostri personaggi. Esistono dei modelli precostituiti da cui partire, ma la differenza la si fa coi codici. Senza coding non c’è movimento, non c’è organizzazione né un’idea di gioco.

Il tipo di gioco

La parte più difficile per un coder alle prime armi è quella relativa alla decisione della tipologia di gioco che si vuole creare. Le opzioni sono varie: si va dai giochi per console, a quelli per dispositivo portatile, alle applicazioni web.  E poi, che tipo di linguaggio è meglio usare?
Insomma, decisioni non da poco che possono arrestare il processo creativo. La cosa importante è tenere a mente che, trattandosi di una delle prima esperienze in quest’ambito, è sempre meglio partire da qualcosa di semplice per imparare a districarsi al meglio nei meandri del processo di programmazione, per evitare brutte battute d’arresto e il rischio di non riuscire a creare alcunché di tangibile.

Piano d’azione dettagliato

Una volta prese le decisioni più importanti, arriverà il momento di concentrarsi sulla creazione di una storia, dei vari livelli che andranno a caratterizzare il gioco, dei personaggi e le loro interazioni, dell’ambientazione e tutti gli altri aspetti che contribuiscono alla sua personalizzazione e concettualizzazione.  Le opzioni sono infinite e fare delle scelte giuste contribuirà a rendere l’esperienza ludica godibile.
Per prima cosa sarà necessario stilare un piano, un programma dettagliato da seguire per non perdere di vista il percorso principale e l’orientamento davanti a una serie sterminata di variabili. L’idea di partenza deve essere preservata il più possibile.
Questo permetterà inoltre di sprecare risorse importanti, denaro in primis, ma anche tante energie, sia fisiche che nervose. Senza un piano ben preciso si potrebbe scoprire in corso d’opera che una parte del progetto non è adeguata, facendo magari saltare tutto il lavoro svolto sino a quel momento.

L’importanza del tema

Il tema di un gioco è semplicemente l’essenza dello stesso. Bastano quelle poche parole a definire un concetto e a dar vita all’idea. Ma una volta che si hanno ben chiari i contorni dell’idea da cui si vuole partire, diventa fondamentale sviluppare una trama articolata, magari suddivisa in capitoli, con un inizio ben chiaro e una conclusione degna di nota.
Ma non ci si deve limitare per forza a un unico tema. Se si vuole è possibile incrociarne vari, magari a caratterizzazione di singoli livelli del gioco. Ovviamente procedere in questo modo comporterà un aumento della complessità in sede di programmazione, e delle competenze che magari non si è riusciti ancora a sedimentare. Ricordate: all’inizio meglio non mettere troppa carne al fuoco.

I personaggi

Se è vero che un gioco vincente si basa su una storia solida e coinvolgente, lo è altrettanto che queste senza i personaggi giusti rimangono incomplete e senz’anima. Per la caratterizzazione è opportuno rispondere a poche semplici domande come queste:

  • Da quale mondo arriva il personaggio?
  • Che ruolo ha nelle storia?
  • Ha delle caratteristiche fisiche o dei poteri particolari?

I personaggi di un gioco son come le persone nel mondo reale, contraddistinti da caratteristiche peculiari che li rendono unici.

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